Se a Peiyar di turisti italiani ne abbiamo visti solo un paio ed i visitatori erano per la maggior parte indiani, qui a Verkala di indiani ci sono solo i camerieri (non solo indiani) dei numerosi resort e caffe' ristorante e gli ambulanti di artigianato che espongono la loro merce sulla stradina che corre sul costone di roccia sopra la spiaggia.
Ci sono anche numerosi italiani e molti giovani, alcuni dall'aria un po' hippy e fumata.... un po' come la Positano di 30 anni fa. Questo posto e' molto diverso da quelli visitati fin ora, non ha i colori, i suoni e l'atmosfera esotica, e vera. Qui di esotico ci sono solo le palme ed i turisti che fanno gli 'indiani', travestiti con parei, sari, collanine borse e borsette. Ma nonostante cio' e' una sosta desiderata e goduta nel relax delle palme e dell'oceano (ci sara' pure un motivo per cui tutti questi vengono qui).
Per quanto abituata a vedere le stesse cose sulle bancarelle nostrane qui tutto sembra piu' bello e soprattutto piu' conveniente.
Bindi e' bravissima a mercanteggirare, peccato che spesso le roviniamo la piazza con la nostra aria accondiscendete e con la fretta di pagare un prezzo che a noi sembra gia' molto conveniente.
E' vero che come un gioco e loro se lo aspettano ma il pensiero di quanto facilmente nella nostra vita quotidiana accettiamo di spendere centinaia di euro spesso superflui ci fa sentire una merda con il nostro contrattare poche rupie.
Qui gli ambulanti vengono quasi tutti dal nord, dal Kachemire, dal Tibet, dal Nepal, dove non riescono piu' a sopravvivere.
A Verkala siamo in uno splendido Resort, con amaca sul balcone davanti all'oceano ed i palmizi.
Abbiamo fatto un magnifico bagno con onde frangenti sulla spiaggia quasi da surf, e passiamo il tempo a bearci, a scegliere il bar con le poltrone piu' comode dove sorseggiare succhi di frutta e a scegliere il menu' dai nomi strani (con l'aiuto di Bindi che ci indirizza) o semplicemente a fissare l'oceano riflettendo sulla caducita' della vita umana :-)
Da domani si ricomincia a fare esperienze, perche' come giustamente disse Emelie durante il suo viaggio in India: "non siamo qui per rilassarci ma per fare esperienza".
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