lunedì 7 gennaio 2008

e per finire...

Questo blog finisce qui, come è giusto dal momento che il nostro viaggio è terminato. Dopo i miei pensieri sparsi e le riflessioni di Bindi, mi fa piacere terminarlo con i ringraziamenti come si usa fra persone bene educate ;-)
Ci sono molte persone che hanno reso possibile questo viaggio e lo hanno reso speciale contribuendo con le loro differenti peculiarità:
Ovviamente Bindi che, già 8 anni fa quando la conoscemmo e passò un anno con noi qui a Monza, iniziò ad avvicinarci a questo continente che per noi era legato solo ai romanzi di Salgari, qualche documentario o film, qualche articolo o saggio sui giornali.
Ed oggi è stata lei che ha permesso questa esperienza unica viaggiando con noi e facendoci assaporare un'India non solo da depliant turistico.
Marina che ci ha preceduto due anni fa in un viaggio simile riportandoci racconti e sensazioni che hanno pungolato la nostra pigrizia e acuito la nostra curiosità.
Emelie, che ha passato tre mesi su e giù per l'India senza farci mai mancare sue notizie e raccontandocela con entusiasmo nel bene e nel male perchè “c'è differenza tra essere in holiday e viaggiare e noi non si viaggia per rilassarci!” Sono d'accordo, un viaggio in India non potrà mai essere rilassante, ma è certamente un'esperienza unica.
Mentre giravo per quei posti i cui nomi e descrizioni avevo già sentito da loro non potevo fare a meno di pensare con emozione che anche loro erano passate di là, avevano visto le stesse cose e provato le stesse sensazioni.
Poi ci sono tutti gli amici e parenti che ci hanno seguito in questo viaggio con i loro commenti, auguri e supporto. Si sa che i diari di viaggio a volte restano solo nelle intenzioni, invece la loro partecipazione ci ha incoraggiato a continuare fino alla fine.
Last but not least Stellan che ha provveduto ad inserire mappe con l'itinerario tracciato, Google Earth per il brivido di volare insieme, ad aggiornare le informazioni quando noi non potevano, intervenendo tutte le volte in cui era necessaria la sua competenza tecnica e dando il via ai commenti con un bellissimo resoconto del suo viaggio a Mumbai tanti anni fa.
Pia e Giovanni

domenica 6 gennaio 2008

In India con Pia e Giovanni...

Ricevo questo commento da Bindi che mi sembra più giusto inserire come post visto che lei è stata il motore, l'anima, la guida, il punto di riferimento indispensabile per sperimentare un' India diversa da quella dei tours per turisti e più simile a quella praticata dai nostri ragazzi con zaino in spalla (anche se la carta di credito e l'età avanzata ci ha suggerito qualche comodità in più decisamente apprezzabile). Un bacio forte dai tuoi "genitori adottivi"

Quando io arrivai a casa di Pia e Giovanni non pensai di aver mai fatto un viaggio in india con loro. Invece, 8 anni dopo, abbiamo fatto un bellisimo viaggio in Tamil Nadu e Kerala, "God's Own Country." Visto che io non c'ero mai stata, abbiamo scoperto sud India insieme.

Dalla perdita delle valigie alla malatia di Pia, ho sentito dire solo una volta "io odio india!" Sono stati davvero bravissimi a non lamentare e a godere il viaggio in india nonostante le circostanze.

Quando viaggi con altre persone, scopri nuovi aspetti delle loro personalita'. Pensavo di conoscere Pia e Giovanni molto bene, pero' viaggiando con loro, ho scoperto molte belle cose che non sapevo prima, specialmente di Giovanni.

Piu' che altro, l'ho trovato molto interessante vedere india tramite i loro occhi. Ci sono cose che io ho smesso di vedere (la poverta') o che non vedevo mai (la differenza tra i capelli dalle donne al nord e le donne al sud).

Lascio a loro raccontarvi tutte le altre storie (il costume da bagno di Giovanni o come Pia andava in giro ad indovinare qual'era la cacca dei vari animali nel parco naturale...che aveva anche ragione visto che non c'erano animali da vedere).

India e' sempre stata parte della mia cultura ed e' solo ora che sento il bisogno di condividere quella parte di me stessa con gli altri per cui sono molto, molto felice che Pia e Giovanni sono venuti a trovarmi qua.

Bindi

6 gennaio 2008 7.10

sabato 5 gennaio 2008

Dell'India mi ha colpito...

pensieri sparsi, senza ordine d'importanza, così come mi si affollavano nella mente senza la mia volontà durante le trasferte, la sera prima di addormentarmi o quando lo sguardo si fermava su qualcosa...

  • i capelli delle donne, neri, lucidi, lunghissimi

  • i colori dei loro sari

  • il traffico caotico, rumoroso delle città: macchine , taxi, risciò, camion, biciclette, motorini, carretti, persone,.. sembrano sempre sul punto di vincere la legge della impenetrabilità dei corpi: nessuno si ferma mai in una lotta incessante per chi riuscirà a guadagnare i cm di spazio sufficienti per passare primo.

  • Il rumore in particolare quello dei clakcson e dei potentissimi campanelli delle bici perennemente suonati.

  • la sporcizia, l'immondezza, dovunque e sempre in quantità

  • lo squallore della miseria senza speranza, sempre, negli slums, sui marciapiedi dove centinaia di esseri vivono accampati giorno e notte.

  • le scuole, numerose e ben tenute in tutti i villaggi

  • i bambini sempre pronti a fermarti per chiederti da dove vieni, come ti chiami o di dare loro una penna.

  • i mercatini di cibo lungo le strade polverose, carichi di banane, cocco, frittelle ed altri cibi

  • la campagna del sud, verde, coltivata con palme, risaie e capanne dal tetto di paglia così come l'ho imparata a conoscere da alcuni quadri di Rousseau.

  • I presepi, gli alberi di natale, le edicole religiose indù e quelle cristiane, le moschee e le chiese e i templi.. in una parola la tolleranza religiosa (almeno nel sud).

  • e tante altre cose ancora magari meno banali che affioreranno a poco a poco... ma malgrado la bellezza dei luoghi e la disponibilità delle persone dell'India mi resta sempre un ricordo doloroso e sofferto: le belle spiagge della costa sud e i favolosi templi visitati non saranno mai sufficienti a cancellare la mazzata nello stomaco provata all'arrivo a Bombai nel sorvolare chilometri quadrati di slums e nel percorrere lunghi viale con i marciapiedi affollati da intere famiglie miserabili.

A Passage to Europe: tenete duro che non ho ancora finito!

Sono a casa, ma mancano gli ultimi aggiornamenti e la galleria delle foto che pensavo di sistemare nelle lunghe ore di attesa all'aeroporto di Mosca. :-((
Un abbraccione a tutti quelli che ci hanno seguito. E' stato bello e divertente anche per noi rimanere in contatto con voi.
Per cui provate a connettervi ancora per qualche giorno... E poi anche Bindi alla fine vorrà dire la sua.

venerdì 4 gennaio 2008

SMS 4-gen 2008 12.57

Questo scintillante aeroporto di Mosca, pieno di negozi di superlusso non ha neanche internet point. E cessi da 3° mondo.

giovedì 3 gennaio 2008

Mumbai - il rientro

02-01: Rischiato di perdere il volo per Mumbai a causa dell'albergatore che non ci aveva prenotato in tempo il taxi. Bindi ha tirato fuori tutta la sua grinta finchè il tipo non ha inforcato la sua vespa ed è rientrato dopo 3' con un taxi, probabilmente diverso da quelli del suo giro che erano tutti occupati e con cui avrebbe guadagnato di più. Comunque l'aereo lo abbiamo preso e siamo arrivati alle 8 di sera a Mumbai, ansiosi di verificare se veramente le nostre valige erano lì ad aspettarci.
Ci dirigiamo all'aeroporto internazionale, il bancone Lost bags è libero, l'impiegato è tutto per noi e ci fa aspettare solo una decina di minuti per terminare qualche pratica precedente e... (ma cosa faranno mai quegli altri 2/3 impiegati che regolarmente stazionano in qualunque ufficio intorno all'unico che lavora? Fateci caso se andate in India, c'è sempre una piccola corte intorno a chi lavora)
Si, si sembra facile facile, il computer dice che le valige ci sono, sono arrivate il 27, poi comincia la solita serie di moduli da riempire a mano in triplice copia, firme da mettere un po' dovunque, domande strane, e non capisci dove sta andando a parare... Tipico anche questo: non si capisce mai cosa sta succedendo intorno a te; credevi che stesse localizzando il bagaglio per restituirtelo ed invece lui stava pensando al rimborso! suspense: ma ci saranno poi davvero sti bagagli?
Ci liquidano la favolosa cifra di 6000 rupie che tradotta in euro sono +/- 90 € !
Va bene che i vestiti costano poco in India, ma sono proprio taccagni e cmq abbiamo poco voglia di polemizzare, sono quasi le 9 e abbiamo fame e ancora non abbiamo visto i bagagli in "carne ed ossa".
Incassati i soldi, ora comincia la 2° parte della telenovela: l'impiegato ci invita a prendere un carrello e seguirlo altrove. Comincio a sperare che ci sono veramente! Peccato che l'addetto al magazzino non era al suo posto. Il nostro uomo aspetta pazientemente qualche minuto poi sparisce x cercarlo , rientra da solo, aspetta, risparisce infine ritorna con l'addetto. Mi chiedo se qualcuno avrà mai sostituito al banco dei bagagli persi il nostro impiegato, vista la folla che si accalca sempre ad ogni arrivo internazionale!
Ci siamo, è il momento magico e i nostri 2 bagagli sono lì nello scaffale numerato con i loro bei cartellini e numerini, neanche si sente l'odore del mezzo chilo di parmigiano, dono x Bindi. I nostri bagagli sono ora sul carrello.... ma la burocrazia ancora non è soddisfatta! Inizia un ridicolo teatrino (ma Giovanni mi ordina di essere seria!) L'addetto non sembra convinto, leggeil numero sul cartellino della valigia, poi sul suo registro, poi sul modulo dell'impiegato. Questa scena si ripete circa 3 volte.. qualcosa non lo convince.. il mio cognome o chissà. non resta che aspettare che si persuada da solo.. Io sono abbrancata al carrello e valige e so che dovrà passare sul mio cadavere se solo prova a ripensarci. Piuttosto finisco anche sullo scaffale!
Finalmente è fatta! Usciamo soddisfatti all'aperto dove ci aspetta Bindi con cui nel frattempo ci messaggiavamo sms deliranti .
Non raggiungeremo casa prima di mezzanotte: una festa mussulmana x strada bloccherà il traffico per circa 2 ore. Incredible India

Cochin

Cochin: molto turistica e in piena ristrutturazione e boom turistico. I vecchi magazzini coloniali trasformati in hotel, Home-stay, localini più o meno grandi. Strade stranamente pulite su cui si affacciano numerose botteghe di antiquariato coloniale e di artigianato. In certi momenti non sembra davvero l'India conosciuta finora!
Anche qui abbiamo goduto della compagnia di amici indiani di Bindi con cui siamo andati a pranzo in un ristorante affacciato sul mare.
Abbiamo poi continuato la passeggiata da soli ed assistito ad uno spettacolo di teatro: Kathakali.
Interessante la prima parte quando hanno mostrato il trucco degli attori, e il significato di alcune movenze, in particolare il gioco eccezionale degli occhi e delle mani.
Lo spettacolo in sè ci è parso invece lungo e ripetitivo e sopratutto ... confesso che siamo scappati via a metà a causa dell'ossessivo suono dei tamburi che mi avevano completamente stordita.
Molto più piacevole a Cochin è stato dedicarsi allo sport dello shopping a cui mi sono dedicata con intensità seguita da un rassegnato Giovanni... Si sa come lui ami lo shopping!!!

mercoledì 2 gennaio 2008

In treno per Kochin

I famosi treni indiani con i finestrini piccoli e chiusi da sbarre, la gente appesa fuori o sui tetti...
Noi siamo in 1^ classe ma non e' molto diversa dalle nostra 3^ di qualche decina di anni fa. Abbiamo posti prenotati e aria condizionata e quindi anche l'umanita' che ci sta intorno e' un po meno pittoresca di quella dei vagoni di 2^ e 3^... L'aspetto e' cmq abbastanza sudicio e spartano.
Pero' funziona, il nostro vagone si e' incredibilmente fermato esattamente davanti a noi nel settore indicato nel biglietto e sullo sportello era addirittura incollato un foglio con la lista dei nomi prenotati!
E' formidabile come in questa confusione le cose trovino prima o poi il modo giusto di funzionare! Come i nostri bagagli cosi' diligentemente registrati con nome, cognome ed altri dati anagrafici di dubbia utilita' su moduli e registri saranno alla fine trovati grazie (o nonostante ?) tanta burocrazia.
Il treno corre lungo la costa anche se non si vede il mare, ma si vedono molte baracche, capanne, piccoli villaggi fra le palme e tanta campagna coltivata e fertile con animali al pascolo, contadini al lavoro e l'impressione generale e' gradevole. Il treno e' pieno di bambini che si arrampicono dapertutto, su e giu' dalle cuccette superiori , si rincorrono e urlano sotto lo sguardo imperturbabile dei genitori per nulla preoccupati ne' delle acrobazie ne dell'attentato alla privacy degli altri passeggeri! Il senso del proprio spazio delimitato da invisibili confini che piu' o meno esiste da noi non sembra appartenere alla cultura degli indiani.

lunedì 31 dicembre 2007

31-12-2007 Capodanno a Verkala

Capodanno come piace a noi e sopratutto a Giovanni. Qui non si ha la sensazione di attesa spasmodica della mezzanotte e credo proprio che non l'aspetteremo x andare a letto. Domani si parte presto in treno per Kochin. Sono abbastanza eccitata all'idea di prendere un mitico treno indiano!
Mi accorgo che ho detto niente del Parco Peiyar... beh effettivamente non ce n'e' stato tempo, ma anche ' stata un po'; una delusione... elefanti nisba, solo scimmiette e farfalle, ma anche un bel trekking di 3 ore con guida nella foresta e di sgranchirci le gambe ci voleva!
La parte piu' interessante e' stato il massaggio Ayurvedico a cui ci siamo sottoposte io e Bindi. Dopo sembravamo 2 pesci pronti x la frittura! colavamo olio da pertutto. Pero' bello.

Per Milena: Il libro l'ho letto anche io prima di partire, bellissimo.

Dalla giungla alle palme

Se a Peiyar di turisti italiani ne abbiamo visti solo un paio ed i visitatori erano per la maggior parte indiani, qui a Verkala di indiani ci sono solo i camerieri (non solo indiani) dei numerosi resort e caffe' ristorante e gli ambulanti di artigianato che espongono la loro merce sulla stradina che corre sul costone di roccia sopra la spiaggia.
Ci sono anche numerosi italiani e molti giovani, alcuni dall'aria un po' hippy e fumata.... un po' come la Positano di 30 anni fa. Questo posto e' molto diverso da quelli visitati fin ora, non ha i colori, i suoni e l'atmosfera esotica, e vera. Qui di esotico ci sono solo le palme ed i turisti che fanno gli 'indiani', travestiti con parei, sari, collanine borse e borsette. Ma nonostante cio' e' una sosta desiderata e goduta nel relax delle palme e dell'oceano (ci sara' pure un motivo per cui tutti questi vengono qui).
Per quanto abituata a vedere le stesse cose sulle bancarelle nostrane qui tutto sembra piu' bello e soprattutto piu' conveniente.
Bindi e' bravissima a mercanteggirare, peccato che spesso le roviniamo la piazza con la nostra aria accondiscendete e con la fretta di pagare un prezzo che a noi sembra gia' molto conveniente.
E' vero che come un gioco e loro se lo aspettano ma il pensiero di quanto facilmente nella nostra vita quotidiana accettiamo di spendere centinaia di euro spesso superflui ci fa sentire una merda con il nostro contrattare poche rupie.
Qui gli ambulanti vengono quasi tutti dal nord, dal Kachemire, dal Tibet, dal Nepal, dove non riescono piu' a sopravvivere.
A Verkala siamo in uno splendido Resort, con amaca sul balcone davanti all'oceano ed i palmizi.
Abbiamo fatto un magnifico bagno con onde frangenti sulla spiaggia quasi da surf, e passiamo il tempo a bearci, a scegliere il bar con le poltrone piu' comode dove sorseggiare succhi di frutta e a scegliere il menu' dai nomi strani (con l'aiuto di Bindi che ci indirizza) o semplicemente a fissare l'oceano riflettendo sulla caducita' della vita umana :-)
Da domani si ricomincia a fare esperienze, perche' come giustamente disse Emelie durante il suo viaggio in India: "non siamo qui per rilassarci ma per fare esperienza".

domenica 30 dicembre 2007

SMS 30-dic 2007 10.43

Sono a Verkala sotto le palme. Davanti all'oceano dopo un viaggio di diverse ore. Fantastico. Appena posso cerco internet.

sabato 29 dicembre 2007

Amici e parenti

Volevo ringraziarvi del supporto. e mi scuso per gli errori ortografici dovuti alla tastiera strana e al fatto che non posso rispondere a ognuno. Un bacio grosso alla nonna, sto benissimo e mi diverto, quanto ai vestiti con 2a rupie si comrano 3 pantaloni ..qui tutto costa nulla .
baci

In auto da madurai al Parco Peiyar


Volevo inserire finalmente una parte delle foto ma non mi e, riuscito di recupoerare il mio account. Vedro' come fare. Siamo finalmente a Peiyar (non mi ricordo come si scrive) Siamo arrivati ieri sera dopo un magnifico viaggio in auto con un bravissimo driver, l'unico finora incontrato che non corre come un pazzo, non strombazza con il clakson e non contende i millimetri di strada con qualsiasi altro essere che si trova accanto , davanti o dietro.
Antony e' diventato la nostra guida ed angelo custode grazie anche a Bindi che chiacchiera con lui in hindi.
Il viaggio da Madurai al Parco e' stato piacevole ed interessante, circa 160 km di campagna verde e fertile con un susseguirsi di piccoli villaggi e tutto sommato abbastanza ridenti... mi ricordava un po la campagna del casertano ... Le baracche lungo la strada con i loro piccoli commerci e tanti bambini ed animali. Tutti i bambini quando ti fermi sfoggiano il loro inglese subito: what's your name? where are you from? my name is , can you give me a plume, a shampo, a rupia? ... pero' carini e meno insistenti di quel che ti aspetti, c'e' piu' la curiosita' per lo straniero che altro.

giovedì 27 dicembre 2007

Madurai.

Partenza alle 7.30 con un ATR ad elica come non ne prendevamo da 10 anni. Arrivo a Madurai in tempo per una doccia in hotel e un bel breckfast all'indiana. Poi a vedere il tempio. Se Mumbai era trafficata Madurai non e' da meno. Solo che qui sono praticamente tutti riscio' e biciclette e tutti suonano il clackson e degli infernali campanelli da bicicletta che mi sono affrettata a comprare in 4 esemplari come richiesto da Marina.
Mi sa che a Milano le metteranno una multa x disturbo alla quiete pubblica se prova ad usarli.
Il tempio e la cittadina ci hanno definitivamente immerso nell'atmosfera indiana. Nel tempio abbiamo ovviamente camminato scalzi (per Marina: papa' sta quasi prendendoci gusto a camminare scalzo... ;-)) Poi siamo andati nel mercato dove piu' che vedere ci siamo dovuti difendere dai mercanti e postulanti.
Poi pero' ci siamo arresi di fronte a un'offerta di pantaloni e camicia su misura in un'ora.
Cena sul terrazzo (molto british) dove ovviamente la richiesta di non piccante non e' stata esaudita... Mi brucia ancora la bocca! e attesa dei pantaloni che naturalmente non sono arrivati dopo un'ora. Ok siamo in India. Io sto bene e comincio a divertirmi.

Domani si parte per il Kerala al Peryar Park. Vedremo qualche animale??

SMS 27-dic 2007 09.04

Siamo a Madurai. Visto il mandir dravidico. Io comincio finalmente a sentirmi bene. Domani si parte in car x il parco Peryar. Come si viaggia leggeri senza bagagli!

mercoledì 26 dicembre 2007

Grazie e auguri di Buon Natale a tutti

Sto approfittando della connessione dei cugini di Bindi per aggiornare il blog.
Quanti messaggi! che bello! Gli altri sono andati a passeggio, ma io preferisco cercare di guarire visto che nei prossimi giorni di viaggio non avremo piu' case ospitali dove farsi curare.
E poi ho il bel libro di Rampini dove dice tutto dell'India!
Scherzi a parte volevo ringraziare Stellan per il suo aiuto nel postare le notizie e aggiornare la mappa di Google Earth e tutti voi che state inviandoci messaggi.
Marina e' arrivata a Bamako ed inizia ora il suo viaggio in Mali.
(ebbene si Andy, lo ammetto, era una vera orgia a Heatrow con tutti quei Internet Point!!)
Se trovo le valigie (e quindi il cavetto) metto anche le foto.

26 dicembre Chennai


Ieri siamo arrivati a Chennai (Madras) ospiti anche stavolta da cugini di Bindi.
E' bello viaggiare conoscendo e frequentando le persone del luogo, entrare nelle loro case e vedere da vicino il modo di vivere..
Naturalmente neanche qui c'erano i nostri bagagli...
In pomeriggio siamo andati a visitare i Templi a Mahabalipuram e poi in serata a vedere delle danze tipiche a teatro. Io no pero' perche' tanto per non essere da meno a Fantozzi ho anche una stramaledetta influenza che tengo a bada a forza di aspirina e aulin, ma che finche' non passa mi debilita abbastanza.
Domani si parte x Madurai.
Pare che i nostri bagagli siano a Mumbai e che dovrebbero arrivare stasera a Chennai grazie alle insistenze di Bindi al telefono (sono due turisti occidentali, malati, hanno le loro medicine in valigia e via dicendo... ) mah io ci credo poco.
Chissa' se il mezzo chilo di parmigiano ci sara' ancora... e in che stato..

Fantozzi? un dilettante ;-)

Scritto il 25.
Il tempo scorre velocemente e la giornata di ieri e' stata frenetica. Finalmente in volo verso Bombai dove siamo arrivati alle 12 del mattino del 24, ora locale. "Ovviamente " i bagagli non c'erano e alle ore di volo notturne si sono aggiunte quelle di attesa allo sportello di "Lost bags" dove ineffabili funzionari riempivano moduli in triplice copia alla velocita' di 30' a passeggero. Ho la sensazione che non rivedremo tanto presto i nostri bagagli e che fara' parte dei diversivi di viaggio, inseguirli nei vari aereoporti.
Pazienza x i vestiti, ma il nostro armamentario tecnologico non e' tanto facile da sostituire.. via via si esauriranno batterie ci macchine fotografiche, lettori mp3 e cellulari. Meno male che possiamo contare su Bindi che ha il mio stesso Nokia.
Si fanno scommesse: io sono sicura che sono ancora a Malpensa, Giovanni , ottimista dice che ci raggiungeranno presto. Bindi tempesta di telefonate AirIndia che continuano a rispondere che arriveranno domani...
Intanto di Munmbai, che rivedremo al ritorno, resta solo la visione mentre atterravamo di una sterminata distesa di slums, baraccopoli, le une addossate alle altre senza soluzione di continuita', incastrate, indistinguibili nella forma e struttura che sembra una gigantesca palude grigia tagliata da miniscoli sentieri in cui scorrono liquami e si intravedeno figure umane.. Insomma gironi danteschi. Anche la strada che ci porta dall'areoporto verso il centro e' una lunga fila di giacigli e accampamenti improvvisati lungo i marciapiedi.. Insomma l'arrivo a Mumbai e' una vera mazzata nello stomaco.
Centinaioa di taxi neri e riscio invadono le strade super trafficate con un incessante strombazzamento di clackson mai cheti.
Casa di Bindi e' grande e lussuosa come si conviene ad un funzionario del Consolato USA...
Troviamo il tempo in serata x una visitina ai suoi zii e l'acquisto di un paio di camice e biancheria per sopravvivere.

martedì 25 dicembre 2007

La mappa



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SMS 25-dic 2007 07.28

Partiti x chennay stamani alle 7. Ospitati a casa di parenti di bindi. Ora stiamo andando a visitare templi. Non so quando potrò aggiornare blog.