mercoledì 26 dicembre 2007

Fantozzi? un dilettante ;-)

Scritto il 25.
Il tempo scorre velocemente e la giornata di ieri e' stata frenetica. Finalmente in volo verso Bombai dove siamo arrivati alle 12 del mattino del 24, ora locale. "Ovviamente " i bagagli non c'erano e alle ore di volo notturne si sono aggiunte quelle di attesa allo sportello di "Lost bags" dove ineffabili funzionari riempivano moduli in triplice copia alla velocita' di 30' a passeggero. Ho la sensazione che non rivedremo tanto presto i nostri bagagli e che fara' parte dei diversivi di viaggio, inseguirli nei vari aereoporti.
Pazienza x i vestiti, ma il nostro armamentario tecnologico non e' tanto facile da sostituire.. via via si esauriranno batterie ci macchine fotografiche, lettori mp3 e cellulari. Meno male che possiamo contare su Bindi che ha il mio stesso Nokia.
Si fanno scommesse: io sono sicura che sono ancora a Malpensa, Giovanni , ottimista dice che ci raggiungeranno presto. Bindi tempesta di telefonate AirIndia che continuano a rispondere che arriveranno domani...
Intanto di Munmbai, che rivedremo al ritorno, resta solo la visione mentre atterravamo di una sterminata distesa di slums, baraccopoli, le une addossate alle altre senza soluzione di continuita', incastrate, indistinguibili nella forma e struttura che sembra una gigantesca palude grigia tagliata da miniscoli sentieri in cui scorrono liquami e si intravedeno figure umane.. Insomma gironi danteschi. Anche la strada che ci porta dall'areoporto verso il centro e' una lunga fila di giacigli e accampamenti improvvisati lungo i marciapiedi.. Insomma l'arrivo a Mumbai e' una vera mazzata nello stomaco.
Centinaioa di taxi neri e riscio invadono le strade super trafficate con un incessante strombazzamento di clackson mai cheti.
Casa di Bindi e' grande e lussuosa come si conviene ad un funzionario del Consolato USA...
Troviamo il tempo in serata x una visitina ai suoi zii e l'acquisto di un paio di camice e biancheria per sopravvivere.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non c'era bisogno poi di andare tanto lontano, la descrizione dei luoghi mi ricorda (in meglio) il nostro interland.
Giorgio